no, uomo viscido, non hai urtato la mia sensibilità femminile.

Premetto: o non sono una principessa, ormai l’avete ben capito. Sono completamente incapace di vestirmi elegante, essere elegante, o almeno, non lo sono nei canoni normali di eleganza. Scordatevi di vedermi con tacco alto, gonnaspaccovertiginoso e orecchini a lampadario. Mi sento un facocero quando faccio finta di infighettarmi, quindi voto jeans e felpa che mi stan tanto bene e no sta rompere che se poi metti che mi tocca stare in piedi tutta la sera col cazzo che mi metto i tacchi alti. E poi ho freddo i piedi con gli scarponi, figuriamoci.
Mi fa venire l’acido alla bocca dello stomaco, quello che si ha dopo una sera passata a bere vino rosso scadente, tutto ciò che è brilloso e pataccoso. All’argento brillantinato preferisco il legno, alla parure di oro bianco preferisco un bel braccialetto ricavato da una forchetta. Se devi farmi un regalo, ti prego, regalami qualcosa che mi serva perché se hai tutti sti soldi da buttar via dammeli pure che ammècipensodame.
Non sono un premio da vincere solo perché tu pensi che quando vedo un anello con i brillanti non me lo scorderò più. Non sono una cosa da comprare solo perché sei convinto che se spendi molti zeri e mi regali qualcosa che fa luce allora io te la darò vita natural durante. Sinceramente credo che di fronte a te terrei le gambe ben strette, fossi l’ultimo uomo sulla terra, sa’. Te e le tue convinzioni.
Perché puoi scusarti quanto vuoi, non hai urtato la mia sensibilità femminile con i tuoi doppisensi sconci o le tue allusioni patetiche e ovvie.
No.
Hai solo messo a disagio tutto il genere maschile, quello normale però, quello che non è come te. Quello che pensa che la donna abbia un cervello.
v.

Caro Babbo Natale…

Caro Babbo Natale,

visto che la fine del Mondo non c’è stata e che evidentemente i Maya se ne sono andati in vacanza, sono spiacente di comunicarti che anche quest’anno ti toccherà lavorare.
Quindi meglio che ti metti comodo perchè mi sa che sarà lunga.
Ora, a me personalmente fregacazzo di pleistesciòn e UII, visto che possono costare 3mila triliardi e avere la grafica stràfica “chestilesembravero” ma a me dopo mezz’ora m’annoiano.
Non me ne può fregar di meno neanche di aipad o di menate TAC, perchè ho sempre le manine unte e spotaccine come quelle dei bambini, e con un taffanario che funziona a ditate sarei poco presentabile. No fenx.
Maglioni, magline, magliette, maglie, cazzi&mazzi ne ho a palate, quelle che ho le metto poco e comunque mi sono più che sufficienti.
Spesso ci contorniamo di oggetti status di cui neanche noi sappiamo bene l’utilità, si sa solo che bisogna averli perchè è figo che sia così, perchè ce l’hanno gli amici o pensiamo ci serva o ci piaccia.
In questo anno che sta finendo sono cambiate moltissime cose, e ogni cosa che è cambiata della mia vita mi sono detta “ecco, i Maya avevano ragione, è la fine di qualcosa e l’inizio di qualcosa di nuovo.” La fine del mondo così come lo conosciamo noi. In realtà, caro Babbo, ogni giorno qualcosa finisce per lasciar spazio a qualcosa d’altro, e noi neanche ce ne accorgiamo. Un giorno, un’amizicia, una scatola di biscotti, un libro, un impegno, un amore, la batteria del cellulare. La nostra vita è piena di cose che finiscono e noi le sorpassiamo così, senza dare loro nessuna importanza, aspettando il meglio, aspettando il domani, aspettando il dippiù.

Non ho regali da chiederti, caro Babbo. Porta alla signorina che ho visto oggi con le unghie rifatte l’Ipad che tanto sogna e senza il quale non può vivere. Porta all’uomo vestito trasandato un figlio che non sia omosessuale, come desidera. Porta all’imprenditore quell’affare che cerca di concludere da mesi che gli farà incassare milioni. Porta tutto questo, se questo è ciò che le persone desiderano.

Ma a me non me ne frega niente, caro Babbo. Io voglio un sorriso, uno solo. Qualcuno che mi dica Buon Natale col cuore e che lo senta davvero. Un bimbo felice di aver fatto una cosa che non credeva essere in grado di fare. L’entusiasmo di stare assieme. Una mamma riconoscente. Una famiglia serena e unita. Guarda giù Babbo, perchè abbiamo bisogno di più delle cose che non chiediamo che di quelle che chiediamo.

E’ un periodo duro per tutti. Per i miei amici lontani con la famiglia che lotta contro la morte. Per me che son laureata e disoccupata. Per l’uomo trasandato che ha detto che se avesse un figlio che si vestisse di rosa lo ucciderebbe. Per la cassiera del Brico che ha lanciato offesa i 3 centesimi di resto. Per tutti c’è sempre qualcosa che non va, ma io a tutti auguro un Sereno Natale, e per me chiedo solo una cosa:
O Signore, dammi la forza di cambiare ciò che può essere cambiato,
la pazienza di sopportare ciò che non può essere modificato,
e la saggezza per conoscere la differenza tra questi due.”

Grazie e Buon Natale a te, Babbo, che ancora, nel 2012, fai sognare i bambini.

*Auguri a tutti*