doccia e vestiti puliti per aumentare l’autostima

Secondo me viviamo nell’era del troppo. E non è perché io son vecchia che non mi so accontentare delle piccole cose, non è perché non sono più bimba innocente che ho smesso di essere senza pensieri. È proprio perché la società oggi ci chiede troppo.
Devi sapere i risultati del calcio.
Devi sapere i gossip dei famosi.
Devi conoscere l’ultima canzone o l’ultimo tormentone con l’ultimo cazzone che balla a caso in un garage con delle fighe improponibili con gli occhi truccati da civetta.
Devi avere un supporto multimediale e molto costoso per poterla riprodurre a tutto volume in ogni momento della tua vita, cacando il c***o a chiunque ti stia attorno.
Devi avere qualcosa che sia tach scriiiin perché sennò “ma dove l’hai preso quel reperto archeologico? ma hai mica uazzapp? ma hai visto che grande e luminoso il mio schermo?”.
Devi metterti le braghe strette come dicono loro perché “mi dispiace signorina ma è questa la moda di quest’anno, i pantaloni ci sono solo effetto sottovuoto color melanzana brillante”. Graziealcazzo. E io che non ci sto che devo fare, vestirmi con la tuta vita natural durante?
Devi essere in forma e pronta per la prova costume, e te lo ricordano ad ogni angolo di strada. Vieni a fare zumba in oratorio, vieni a fare spinning tutt’insiemeevribadi al fitness day della sagra della polpetta, 70 euro entrata gratuita. Prova la nuova lezione di aquaboxing con annesse le lezioni gratuite del corso di cucito subacqueo, fondamentale per la tua linea, e per metterti i pantaloni brillanti di cui sopra.
Potrei fare la lista lunghissima di tutte le mega marche di cui la gente si ricopre, un po’ stile uomo viscido convinto di doverti comprare. Smettetela, non me ne frega niente di ste robe.

Perché, a volte, basta poco per sentirsi bene. E forse una doccia e un maglione pulito non guariscono dalla febbre o da una distorsione, non danno una fama mondiale o status simbol, ma di certo aiutano l’animo e aumentano l’autostima. E una buona autostima fa metà della strada.
v.

la colazione si fa in pigiama

l’espressione del relax. del prendersi il proprio tempo. è come quando esci dalla doccia e stai mezz’ora in accappatoio spiaggiato sul divano, con l’unico movimento quello del pollice sul telecomando a cambiare i canali su un televisore che non stai nè guardando nè vedendo.
amo fare colazione da sola, con lo sguardo perso nel vuoto, scalza sul marmo fresco, in contrasto con i piedi ancora caldi del letto. una musica tranquilla, il rumore del caffè che sale, sempre nella speranza che non arrivi mia madre a farmi il trattato di fisica quantistica. siccome lei è sveglia dall’alba dei tempi allora sembra che le mie capacità intellettive debbano essere alla sua altezza e si aspetta che sia in grado di sostenere una conversazione degna di conferenza.
“buongiornooooooo come va come stai come hai dormito cosa fai oggi hai visto c’è questo c’è quello ha chiamato quell’altro andiamo facciamo stendiamo stiriamo chiamiamo scriviamo costruiamo puliamo  hahahahahaahaa!”
risposta: ” gugu.”
la colazione si fa in pigiama, inizio a pensare da quando mi vesto.

v.