La Soddisfazione

La soddisfazione ha sfumature diverse per ognuno di noi. Per quanto giochiamo agli eterni insoddisfatti, e LAMENTARSI sia lo sport nazionale per eccellenza, (sticazzi il calcio, visto che ci si lamenta anche di quello), c’è molta più soddisfazione attorno a noi di quanta se ne voglia ammettere. Ecco alcuni esempi.

La soddisfazione è prendere la metro al volo dopo aver corso come un rinoceronte, sguajatamente e perdendo ogni briciolo di dignità. Talmente soddisfacente da non permettere di mascherare il sorrisetto soddisfatto.

La soddisfazione è svegliarsi di soprassalto il sabato mattina alle 8, e dopo 5 secondi di puro terrore realizzare che è sabato. Alzarsi, andare al bagno, sfanculare tutto e tornare a letto come se non ci fosse un domani. O un pomeriggio. O qualsiasi altra cosa degna di nota. Continua a leggere

s’inizia

s’inizia con una valigia che sembra uno di quei carrelli porta bagagli degli aeroporti, in cui ci hai messo tutto ma di cui non ricordi nulla.
s’inizia col firmare mille carte di cui non sei neanche sicurissima, fotocopiare tutte le carte, scannerizzare tutte le carte e stampare tutte le carte.
s’inizia con delle fototessere trovate, vecchie ma belle e che decidi di riprodurre.
s’inizia con poco anticipo ma con continui conferme.
s’inizia con un’assemblea nazionale che accelera le cose e che ti fa partire 2 giorni prima e non pensare a tutte le cose di cui ti sei dimenticata di cui sopra.
s’inizia tediando un’amica con dove andare, cosa fare, che linea prendere, e mi compri l’abbonamento che sennò finisce che sennò mi vien l’ansia e per carità che dopo sennò aiuto.
s’inizia con un giorno in uniforme in mezzo a scout che non conosci, a chiederti se la nostalgia così potente che hai di casa e dei tuoi bimbi aumenterà o diminuirà col tempo.
s’inizia da ospite, da provvisoria, guardandosi attorno.
s’inizia comprando un “cornetto” (come lo chiamano qua) al panificio sotto casa e girando per le strade attaccandosi a tutto città come salvagente, camminando stile “giapponese a roma”.
s’inizia col sole contro e col colosseo in contro sole.
s’inizia uscendo dalla metro travolta da un gruppo di giovani giapponesi che appena vedono il colosseo urlano  すげえええええええ!!!(LEGGI: SUGHééééééééé!!!) che in italiano sarebbe qualcosa di simile a CAZZOFIGATAAAAAA!!!
s’inizia con l’arrivare in anticipo in una villa 8centesca, immersa nel verde brillante di un parco enorme, che non avresti mai pensato potesse esistere in centro roma.
s’inizia con un giro turistico della biblioteca e dell’edificio a cura del presidente che ci mostra le terrazze, le sale, i bagni e le comodità, neanche stesse cercando di vendercela, mentre tu pensi ma io c’ho fame e vorrei un caffè.
s’inizia con uno che credo sia professionista di cui intrasento un impulso al cervello quando mi dicono il nome, ma di cui non ricordo altro. dicono che è bravo, dicono che è uno grande, io so che parla, parla tanto, dice belle cose, tante da non riuscire a scrivere e da preferire di stare con la bocca spalancata ad ascoltare (“chiudi la bocca, Michael, non sei un merluzzo!”).
s’inizia che ci si accorge di essere in mezzo a gente normale, gente che come te ha una laurea ma non sa che farsene, gente che come te non sa dove andare a stare e che come te viene da lontano.
s’inizia.
s’inizia e non si sa dove si va’ a finire.
vedremo.
v.

la colazione si fa in pigiama

l’espressione del relax. del prendersi il proprio tempo. è come quando esci dalla doccia e stai mezz’ora in accappatoio spiaggiato sul divano, con l’unico movimento quello del pollice sul telecomando a cambiare i canali su un televisore che non stai nè guardando nè vedendo.
amo fare colazione da sola, con lo sguardo perso nel vuoto, scalza sul marmo fresco, in contrasto con i piedi ancora caldi del letto. una musica tranquilla, il rumore del caffè che sale, sempre nella speranza che non arrivi mia madre a farmi il trattato di fisica quantistica. siccome lei è sveglia dall’alba dei tempi allora sembra che le mie capacità intellettive debbano essere alla sua altezza e si aspetta che sia in grado di sostenere una conversazione degna di conferenza.
“buongiornooooooo come va come stai come hai dormito cosa fai oggi hai visto c’è questo c’è quello ha chiamato quell’altro andiamo facciamo stendiamo stiriamo chiamiamo scriviamo costruiamo puliamo  hahahahahaahaa!”
risposta: ” gugu.”
la colazione si fa in pigiama, inizio a pensare da quando mi vesto.

v.